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View of two beaches on Bartolome Island in the Galapagos Islands in Ecuador

Si tratta del Corredor Marino del Pacifico Este Tropical, un’area Marina Protetta di 500.000 km2 tra Ecuador, Colombia, Panama e Costa Rica.

È il risultato di un accordo firmato dai presidenti del Costa Rica, dell’Ecuador, della Colombia, di Panama, una dichiarazione pionieristica per la protezione e la gestione delle isole Cocos, Galápagos e Coiba, nonché dell’ecosistema unico tra le isole che compongono il Corredor Marino Este Tropical.

Il Il Parque Nacional Isla de Coco e l’Àrea Marina de Manejo Montes Submarinos in Costa Rica, la Reserva Marina de Galápagos in Ecuador, il Santuario de Fauna y Flora de Mapelo, in Colombia e il Parque Nacional Coiba a Panama rappresentano un ecosistema interconnesso unico: le acque tra queste isole funzionano come dei corridoi biologici attraverso i quali si spostano squali, tonni, tartarughe, balene, mante, razze e altre specie marine migratorie.

Queste rotte migratorie collegano le isole e forniscono enormi servizi agli ecosistemi e alle comunità della regione.

I 4 presidenti latinoamericani concordano sul fatto che questo nuovo accordo è una delle pietre miliari della COP26 e con esso si impegnano a realizzare diverse iniziative nazionali nelle isole e nei corridoi marini che le collegano, inclusa l’attuazione di un processo che si concluderà con la creazione di una  Riserva della Biosfera  Marina.

È un messaggio chiaro al resto del mondo, che bisogna andare avanti con azioni per proteggere il nostro pianeta e, in questo caso, gli oceani.

La protezione della natura è fondamentale per affrontare il cambiamento climatico, e avere oceani sani è di primaria importanza per salvaguardare le specie marine, necessarie per gli ecosistemi e per le persone. 

L’Ecuador, uno dei 17 paesi megadiversi del pianeta, che insieme conservano più di due terzi di tutta la biodiversità del mondo, pur essendo responsabile solo dello 0,18% delle emissioni globali, è diventato il primo Paese dell’America Latina, e il quarto nel mondo, ad adottare una politica pubblica trasversale della transizione ecologica verso un’ economia circolare e a basse emissioni. 

Ecco perché l’Ecuador ha come obiettivo ridurre il 22,5% delle emissioni entro il 2025.

Le isole Galápagos e le acque circostanti, un gioiello della biodiversità e un laboratorio vivente che, nonostante abbia un modello di conservazione e gestione ottimali, affronta gravi minacce da parte del riscaldamento globale e dell’inquinamento da plastiche.

Questo mette a rischio non solo gli ecosistemi ma anche la sicurezza alimentare e lo sviluppo economico e sociale.

Il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, ha annunciato l’istituzione di una nuova riserva marina  nelle isole Galápagos di 60mila km2 in aggiunta ai 130mila km2 già esistenti nella riserva e questo rafforzerà non solo la tutela della sua biodiversità ma anche la lotta ai cambiamenti climatici.

Rappresenta un esempio al mondo di come attuare l’accordo di Parigi, adempiere alla promessa di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030 e rafforza il nuovo Biodiversity Framework, la lotta contro l’inquinamento da plastiche, l’aumento della produttività di pesca artigianale e industriale.

Nel 2020, un numero enorme di pescherecci cinesi è stato avvistato nelle acque al largo delle Galápagos e gli ambientalisti li avevano accusati di saccheggiare i calamari che vivono nella zona.

Lasso ha negato che l’ampliamento della riserva marina protetta sia stata una risposta all’arrivo dei cinesi e ha insistito sul fatto che si tratta di una decisone autonoma del governo ecuadoriano aggiungendo che, in un recente incontro avuto con il presidente cinese Xi Jinping, ha percepito un chiaro impegno a rispettare la zona marittima dell’Ecuador.

Le Galápagos e i mari che le circondano sono un ecosistema unico che ospita di tutto.

Il fatto che siano così ricche di specie commercialmente importanti e anche ciò che li rende così attraenti per i pescatori.

La protezione del mare viene spesso identificata come un modo per sostenere la pesca e per questo a beneficiare dell’ampliamento saranno soprattutto i pescatori.

Se si riescono ad ottenere delle aree di protezione corretta, esse fungono da vivaio e diventano un spill-out per la pesca circostante.

Noi siamo felici che il Presidente Lasso prenda le Galápagos così seriamente, ci aspettiamo grandi cose, ulteriori misure di conservazione e un impegno reale che potrebbe salvare anche il mondo intero.

Margherita Monti

Antropologa ambientale, consulente internazionale per UNESCO e IUCN, si batte da anni per la conservazione e protezione della natura. Ha visitato 175 paesi del mondo, appassionata di immersioni, trekking e meditazione.

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