Giornale della TERRA

Siamo ancora alle prime fasi del lungo lavoro necessario per affrontare l’emergenza attuale sul piano ambientale, che richiede logiche completamente nuove e la compartecipazione di ogni singolo individuo nell’attuazione di diversi stili di vita e nell’applicazione di una diversa scala di valori.

Il primo passo necessario per affrontare questa sfida è la ‘messa a fuoco’ in primis dei fatti, poi di una visione dell’uomo e del mondo congruenti con quanto si sta scoprendo sull’essere umano e sulla natura della realtà.

Gli scenari sono quelli in cui le forze della natura, il tempo metereologico, il regno animale e quello vegetale sono stati stravolti dall’attività umana, al punto da non avere più nulla di realmente ‘ naturale’. La minaccia di ‘ collasso ambientale’ non è più una minaccia.
È la realtà in cui viviamo.

Il pianeta sta male, gli ecosistemi sono in crisi, lo sfruttamento delle risorse è squilibrato. Dobbiamo fare qualcosa. Dobbiamo fare qualcosa perché è di noi che si tratta, perché tra noi e il pianeta c’è la stessa relazione che c’è tra una foglia e l’albero di cui fa parte, un’onda e l’oceano sulla cui superficie corre, una cellula e il corpo a cui appartiene. Dobbiamo svegliarci e farlo rapidamente. Dobbiamo aprire gli occhi su un nuovo, prima impensabile livello di identità, che ci vede parte integrante del mondo in cui viviamo, che ci vede tutt’uno col mondo.

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